Il marchio biologico nazionale, entrato in vigore nel 2026, identifica i prodotti biologici ottenuti interamente da materie prime italiane. Questo marchio affianca il logo biologico europeo e permette ai consumatori di riconoscere con maggiore chiarezza i prodotti biologici provenienti dall’Italia, valorizzando così le produzioni agricole nazionali.
La sua introduzione è molto importante perché rafforza il valore del biologico Made in Italy, sostiene la competitività delle aziende agricole e promuove sistemi produttivi più sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Inoltre contribuisce a garantire maggiore trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera produttiva.
Il tema del marchio biologico nazionale è oggi oggetto di grande attenzione da parte del mondo della ricerca e degli enti che si occupano di certificazioni, impegnati a migliorare i sistemi di controllo e di qualità. In questo contesto assume particolare rilievo anche l’interesse verso l’agricoltura biodinamica, che rappresenta un approccio ancora più orientato alla sostenibilità e alla gestione equilibrata degli ecosistemi agricoli. La collaborazione tra ricerca scientifica, sistemi di certificazione e imprenditori agricoli contribuisce quindi allo sviluppo di un’agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e attenta alla qualità delle produzioni.
Relatori:
• Maria Chiara Zaganelli: Direttrice generale del CREA
• Stefano Masini: Professore di Diritto Agrario e Alimentare presso l’Università di Roma Tor Vergata.
• Enrico Amico: Presidente di Demeter Italia.
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